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della Congregazione

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UN RITIRO ORIGINALE

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Riflessioni sulla mia visita in Nigeria dall’8 al 31 dicembre 2006.

 Fin dalla mia infanzia ho sognato di andare in missione anche solo per un periodo. Il Signore  ha avuto altri progetti e invece della calda Africa, o dell’America Latina, la mia missione è stata al polo nord in Norvegia, per 21 anni, missione è vero, ma in Europa.

Ma nell’autunno del 2005 le sorelle della mia Congregazione hanno cominciato una collaborazione con la Congregazione italiana delle  Suore Domenicane di S. Caterina da Siena formando insieme una comunità domenicana in Ealing (Londra). Queste sorelle hanno missioni in Pakistan, in Uganda, in Nigeria e anche in America Latina..

Ho condiviso che io avevo insegnato alle nostre novizie “La via della preghiera nella nostra tradizione domenicana” e se questo tipo di corso poteva essere utile  nelle loro case di formazione, sarei stata molto felice di dare il mio contributo.

Dopo aver ottenuto il visto e fatte le necessarie prevenzioni per la salute cominciate quasi due mesi prima del mio viaggio, ho trovato il mio posto per Lagos sul volo Heathrow – Lagos (Nigeria) il giorno 8 dicembre 2006. Poiché avrei cominciato il mio viaggio nel giorno della festa di Maria Immacolata e sarei ritornata il giorno 1° gennaio 2007 festa di Maria Madre di Dio, ho affidato tutto il tempo della mia missione alla protezione di Maria che, credo fermamente,avrebbe accompagnato il mio andare, il mio stare e il mio ritornare! E così ha fatto.

Il volo da Londra a Lagos è durato 6 ore ed è stato piacevole. Molti dei miei compagni di viaggio erano nigeriani che andavano a casa per il Natale  riempiendo i 350 posti a sedere. Siamo arrivati puntuali, ma  impiegammo  due ore e mezza per ricevere tutti i bagagli.

Sr. M. Margareth, Judith e l’autista mi hanno aspettato con pazienza fino alle ore 20.00. e verso mezzanotte  siamo finalmente arrivati a Mafoluku Oshodi, un quartiere di Lagos. Il convento delle sorelle e la scuola  sono vicini alla parrocchia domenicana  San. Giuda Taddeo e il giorno dopo, molto presto, al canto del gallo abbiamo partecipato alla S. Messa in questa amabile moderna costruzione a forma di grande tenda.

Andando in macchina lungo strade maestre vidi abitazioni affollate nella periferia di Lagos e di Ibadan. Le strade erano affiancate da innumerevoli bancarelle di mercato e tanta gente che macinava o si muoveva intorno con ogni genere di veicoli. Spesso mi preoccupava il pensiero dei viandanti quando gli autobus, le macchine e i motorini passavano a velocità feroci suonando il claxon. Invece dei caschi, i motociclisti portavano sulla testa tante merci! Il traffico di Roma sembra febbrile e caotico a chi non è italiano ma secondo me il caos di Lagos e di Ibadan supera quello romano! Guidare la macchina è certamente un lavoro dell’uomo ed io ogni volta che viaggiavo mi mettevo a sedere dietro, mi facevo parecchi segni di croce e dicevo tante giaculatorie con il rosario in mano! 

Il mio “atteggiamento di pietà” andava bene con il clima religioso delle città nigeriane tappezzate di manifesti pentecostali.

Presto, dopo la colazione siamo partite per Ibadan, a due ore di viaggio con la macchina. Ibadan dista circa 80 km. da Lagos ed è là che  avrei trascorso le tre settimane della mia permanenza in Nigeria, insegnando  alle sorelle più giovani e ai fratelli Domenicani in formazione.

Fino a poco tempo Ibadan è stata la seconda tra le più  grandi città della Nigeria con una popolazione di 5/8 milioni. E’ stata superata da Kano , una città situata al nord del Paese, che è l’antico territorio dei musulmani.

La Nigeria, con i suoi 36 Stati federali è una volta e mezzo più grande della Francia e  la sua popolazione si aggira sui 140.000.000 dei quali circa 14.000.000 vivono in Lagos e dintorni.

 God’s Voices’ Ministry, Deep Bible Christians, Glorious Worship, Whole Life Gospel Church.

The Celestial Church of Christ, The Deep Launches Ministry, Redeemer’s  University, etc. 

Indubbiamente tutte queste cose aiutano a rivolgere l’attenzione al mondo futuro, ma se in questo mondo abbiamo bisogno di qualche servizio siamo riconoscenti di trovare:

 Divine Car Wash, God’s Victory Computers, His Glory Stores & Business Centre,

Deo Gratias Café, and Grace and Mercy Catering

Finalmente vediamo una un Sorriso di Clinica Odontoiatrica che, casualmente, potrebbe far brillare alcune nostre chirurgie dentali.

Non ho visto un gran che di zone rurali, nonostante la foresta tropicale fiancheggi le strade con alberi di banane e palme che dominano l’orizzonte. Subito dopo la stagione delle piogge, gli alberi esibiscono un verde lussureggiante e in alcuni giardini urbani campeggia una bella fioritura di buganvillea.  Durante il mio soggiorno, la temperatura ha oscillato di giorno tra i 35 e i 40 gradi centigradi, ma anche di notte fa caldo nonostante la temperatura scenda a 25 C. Un giorno, mentre io mi godevo una soave brezza mattutina, vidi delle sorelle africane indossare golfini e giacche con pelliccia! 

Le novizie e postulanti mi accolsero in convento con un caldo e ritmico benvenuto e mi misero al collo una ghirlanda di fiori. Dopo breve tempo io cominciai la prima sessione d’insegnamento, con una riflessione sull’Avvento a 6 suore professe e 12 studenti domenicani. Continuai poi nel pomeriggio con un altro discorso sulla preghiera di San Domenico e dei primi domenicani. Sfortunatamente il giorno seguente fui messa a riposo da un germe che spesso attacca i visitatori europei e che mi mise fuori per ben 24 ore. Tuttavia, eccellenti cure infermieristiche mi permisero di alzarmi il lunedì, 11 dicembre, e di riprendere le sessioni perdute. Ci concentrammo sulla Liturgia delle Ore e sul Rosario-Nostra Sacra Eredità, che fu di grande interesse per gli studenti, perché la devozione del Rosario è molto diffusa  in Nigeria.  Ci volle un po’ di tempo prima di poterci capire a causa dei diversi accenti inglesi, ma poi la comunicazione andò migliorando e durante l’incontro vi furono scambi vivaci

Le lezioni per i tredici novizi (sei donne e sette uomini) cominciarono il 13 e finirono il 21 dicembre. Dopo Natale cominciò il turno delle cinque postulanti per tre giorni. Ci furono discorsi e incontri nella mattinata e nel pomeriggio, con la presentazione degli argomenti nominati sopra ed altri aspetti della nostra eredità monastica, come la Lectio Divina.  Parlammo anche della vita e dell’insegnamento di Santa Caterina sulla preghiera e cercammo di distinguere tra Liturgia e Devozione popolare. Inoltre, dedicammo del tempo per esplorare la Messa, fermandoci sui dettagli dei riti attuali, ripercorrendo la strada dall’Antico Testamento e il suo sviluppo lungo i secoli. Fu per me una gran gioia insegnare a questi giovani desiderosi d’imparare. Il loro intelligente contributo creò un clima di fede, che per me fu un vero dono. Sentii come le parole di San Paolo, “Io piantai, Apollo innaffiò, ma Dio ha fatto crescere” esprimessero la nostra esperienza, poiché i loro genitori devono aver piantato la fede nei loro cuori, gli insegnanti, i catechisti ed altri avranno innaffiato e Dio li aveva fatti crescere.

Naturalmente l’innaffiare dipende dall’acqua che uno ha, perciò fu un bene per me sperimentare quanto preziosa sia l’acqua in Africa, quando restammo senza acqua corrente nel convento per i primi 10 giorni. Le novizie e postulanti andavano instancabilmente a prenderla da un altro pozzo per riempire tinozze e vasche in cucina, lavanderia e tutti i bagni delle camere.  Intanto io imparai a risparmiare l’acqua, usandola il più economicamente possibile, e a sentirmi grata nel vedere il primo getto d’acqua quando eventualmente spruzzò dal rubinetto. La Nigeria soffre anche per frequenti mancanze d’elettricità, che in casi d’emergenza può essere prodotta da generatori elettrici, ma questo non riduce la precarietà di restare senza corrente elettrica per molte ore, soprattutto di notte. Purtroppo, le notti in Nigeria sono buie, ma non silenziose. Abitualmente a mezzanotte le Chiese Pentecostali proclamano tuoneggianti messaggi per farti piacere, anche se tu non li gradisci. Quando i pentecostali sembrano quietarsi, i musulmani verso le cinque del mattino cominciano a lodare la grandezza d’Allah, lodi udite da tutta la città grazie a potenti altoparlanti. Il canto di numerosi galli aggiunge una nota meno meccanica, ma più umana all’adorazione notturna e mattiniera ed io ho interpretato il loro “cock-a-doodle-do” come  un ADOREMUUUUS -   IN AETERNUUUUUUM.   La sveglia del convento suona alle 05.30 chiamandoci per le Lodi alle 06,00, mentre la Messa viene celebrata  a volte prima e a volte dopo.

Il convento, con i suoi bei chiostri, fu costruito quattro anni fa ed è situato nella periferia di Ibadan. Dentro lo stesso recinto ci sono un dispensario e un ospedale in costruzione che sarà presto inaugurato. I vicini di casa sono i Salesiani di Don Bosco, che gestiscono una casa di studio e un centro per giovani. Anche gli estesi edifici dei Redentoristi sono abbastanza vicini, mentre il convento e l’istituto dei nostri fratelli domenicani sono in un’altra parte della città e ci si arriva con la macchina in un’ora, quando non c’è troppo traffico. Vi fui accolta caldamente in due occasioni, ma trascorro la maggior parte del tempo nello spazioso convento che ora è diventato il mio focolare in Africa. Non ci si potrebbe avventurare a muoversi lungo queste strade impolverate e pericolose, e anche se le folte “boscaglie” nell’orizzonte ti salutano, esse non sono certamente fatte per “passeggiate campestri”.

Forse ti meravigli che io abbia intitolato questo mio articolo “un insolito ritiro”. Io intendevo insegnare, eppure mi sembrava di trovarmi in un ritiro, dato il clima di fede sopradescritto che avvolgeva le varie attività del convento. Questo include anche le amorose attenzioni e premure della Priora e delle suore adulte le quali non facevano altro che circondarmi di gentilezza. In particolare, le liturgie Africane esprimevano bene il nostro dare e ricevere, raggiungendo un’altezza di vero giubilo durante la Messa di mezzanotte, seguita da danze esuberanti davanti al presepio fuori della cappella. Dimenticando le gambe rattrappite e i piedi doloranti, tutti parteciparono alla gioia del momento, movendosi al ritmo del “disco pastori” e unendosi al Gloria degli angeli nelle prime ore del mattino! Questa celebrazione africana del Santo Natale era forse molto lontana dall’atmosfera tedesca della mia fanciullezza, creata dal canto “Astro del cielo”, ma l’espressione di gioia per la nascita del Salvatore ci fece vivere da vicino l’evento originale.  

Finisco questo mio articoletto con affettuosi saluti e sinceri ringraziamento a quanti mi hanno offerto la possibilità di fare questo viaggio.

                               Suor M. Pauline Burling O.P.

Cambridge, 9 gennaio 2007

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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