image

Home PageContattiLinksArea riservata

image

 

   La nostra famiglia


   La fondatrice


   La nostra storia


   Missione e carisma


   Le comunità


   Formazione


   Eventi


   Testimonianze


   Progetti missionari


   Indirizzi


 

 

 

Sito ufficiale

della Congregazione

Suore Domenicane

di Santa Caterina

da Siena

 

 

 

 

 

 

 

image

PASSI DI UNA STORIA image

Carissima Sr. Viviana, grazie per la risposta in diretta!

É vero: un bel po´della mia storia e proprio la parte della formazione, é stata percorsa insieme a voi:

7 anni a Bologna e poi uno e mezzo a Monte Mario hanno certamente marcato la mia personalitá e la mia vita. E poi ci sono le radici che mi porto dentro: sette donne della famiglia Rizzante in questa famiglia domenicana!

Bologna: che anni son stati, post Concilio e post sessantotto, con tutta la ricchezza che ció ha significato, in una cittá come Bologna in una provincia domenicana che a quel tempo comprendeva anche il Brasile... giudata dal Padre Rossetti, ricordo bene come si seguivano le vicende brasiliane, in pieno regime militare.

Poi la convivenza con voi, allora juniores, cosí numerose in quegli anni a Bologna. Noi collegine vivevamo un po´da "fuori", come se vedessimo tutto attraverso la finestra, senza entrare, ma era molto bello quando voi ci facevate spazio e ci facevate partecipare, sia della vita della comunitá, che della vita ecclesiale, che giá respirava l´apertura conciliare: dalle partite di pallavolo, alla partecipazione a varie celebrazioni in cittá, alle lunghe chiacchiarete con voi.... grazie anche alla benevolenza e generositá di Sr. Rosaria, che sapeva capire, accogliere e favorire la nostra " fame" di impegno e di apertura.

Varie di voi erano state con lei e allora era tutto piú facile. E c´erano le sorelle piú "vecchie", anche loro aperte ed accoglienti, ognuna con la sua maniera di essere: da sr. Ignazia a sr. Roberta, a sr. Isnarda, alle carissime della cucina: Celina, Alessia, Nicoletta, cosí semplici, cosí disponibili.

E come ero contenta quando alla domenica ci si ritrovava, con voi, in cucina, a lavare piatti e pentoloni, perché loro potessero riposare e pregare un po´ di piú! Solidarietá spicciola e ben concreta, che ci preparava ad altri impegni.

Questo mi ha molto marcata: il vostro entusiasmo, la vostra allegria, la vostra generositá. Di te, in particolare, ricordo il dono che avevi (e hai, credo!) per il disegno e l´arte! Che invidia, bella invidia, per me che fino ad oggi non mi riesce una casetta a mano libera! E poi, la tua bontá e pazienza!

Poi Roma: anno e mezzo bellissimo, anche se molto sofferto, per le scelte che ho fatto e maturato. Non dimenticheró mai l´appoggio della Madre Germana, a braccetto con me sul viale della grotta, ad accogliere le mie domande, i miei dubbi, l´inquietazione che mi abitava e alla quale sentivo che dovevo rispondere, anche se mi costava sangue lasciare quella che fino ad allora consideravo la mia famiglia per il resto della mia vita, per andare..... dove Dio mi avrebbe mostrato. E avevo solo 19 anni!

E cosa dire di Madre Domenica, prima mia professoressa e adesso la Madre: la sua generositá in permettermi di studiare durante il noviziato, rompendo schemi consolidati, e poi la comprensione, nonostante la  sofferenza che le leggevo sul viso, davanti al cammino di ricerca che cresceva in me, lasciandomi sempre totale libertá di decidere, di andare, senza pressioni per restare, ne spinte per uscire, ma incoraggiandomi a seguire ed essere fedele ai nuovi appelli che nascevano in me.

E come non ricordare Sr. Celina, maestra di noviziato di una unica novizia... che le diceva che non sarebbe restata!

So di aver provocato non poca sofferenza, e varie volte, ancora oggi, mi chiedo: perché il Signore mi ha condotta fino a lí... perché non mi ha fatto percepire prima che voleva altro da me, perché far soffrire cosí le persone che sempre mi avevano aiutata, la mia famigila, io stessa? Perché? 

E non ho risposta sai, a tuttoggi, ma sento ancora ció che mi sosteneva allora: la certezza che era il Signore che mi guidava e che sarebbe stato con me, lá dove mi avrebbe condotta, e non sapevo dove sarebbe stato!

Lo sentivo con la stessa sicurezza e intensitá con cui sentivo, pochi mesi prima, che mi voleva a Roma. Sapevo di essere tra le sue mani e che non mi restava altro da fare che ascoltare e seguire.

Come avrei voluto restare e continuare! Come l´ho chiesto! Ho cercato di essere il piú leale ed onesta possibile: prima con me stessa, davanti a Dio,  poi con coloro che mi stavano guidando: mi sono aperta ed ho detto i miei dubbi, le mie perplessitá, ció che mi cresceva dentro e non potevo piú ignorare. E sono grata, profondamente e per sempre, per il profondo rispetto che hanno avuto per me, per la generositá con cui mi hanno appoggiata, per avermi creduta e aver accettato la scelta che stavo facendo.

Ecco, Viviana: poi é stato solo un seguire, non era la strada che avevo immaginato, ma era ed é la mia strada che percorro, quella che, ne sono certa, il Signore aveva preparato per me e dove Lui mi aspetta ed accompagna, senza farmi mancare ció di cui ho bisogno per continuare.

Questa certezza non mi abbandona, neanche nei momenti piú bui e difficili (e come ci sono), ma quando mi giro e guardo indietro, mi accorgo, con gratitudine e gioia, che Lui é sempre con me e non riesco a pensare a nient´altro di migliore o che mi darebbe piú gioia! Non mi ha dato ció che gli chiedevo, ma ció che era meglio per me e che riempie il mio cuore e la mia vita e la grazia, che ricevo ogni giorno come un dono, di poter convivere con tanti fratelli e sorelle, che lui pone sul mio cammino. Ed é sempre molto piú di ció che io speravo e chiedevo!

Il Magnificat é spesso la preghiera ed il canto mio e di Sandro, insieme al Padre Nostro e alla richiesta, che si fa supplica, perché restiamo sempre aperti al suo Spirito, che ci spinge e ci manda per strade sempre nuove, mai facili o comode, ma sempre sostenuti dalla sua forza e grazia, che ci dona in abbondanza. E la consapevolezza, che cresce col passare degli anni, che senza di Lui, sarei proprio una buona a nulla e pasticciona, ma che Lui guarda, sceglie e invia, vincendo le mie paure e difetti, le mie debolezze.

E per ultimo, come non ricordare le suore dell´asilo a Scandolara (Sr. Gabriella, Sr. Teresa) le suore della famiglia Rizzante e, tra tutte, la mia zia, Sr. M. Domenica Rizzante, morta di tubercolosi nel 1946, a 24 anni, giovane professa che si preparava per essere infermiera, a Roma.

Il papá ce ne parlava sempre, poi ho trovato lettere e gli scritti delle suore alla famiglia, quando é morta. Dicono che era buona, semplice, generosa, silenziosa. Ho il foglietto ricordo e la sua foto, con un viso dolcissimo e sereno. La guardo e la prego, la sento molto vicina, sembra mi capisca, appoggi e incoraggi. Le chiedo la grazia della fedeltá: per me e ... per voi!

Come vedi é un bel po´ della mia vita imbevuta della storia della famiglia domenicana di Santa Caterina!

Di Domenico porto con me l´immagine dei chicchi di grano: se restano ammucchiati, marciscono. Devono essere sparsi, perché possano diventare spighe. Cosí, quando mi sento sola e dispersa, penso a quanti altri chicchi ci sono in giro, sparsi, per poter nascere in spighe dorate!

Caterina mi é sorella nelle visite al carcere: chiedo di avere le sue mani e cuore di misericordia, per incontrare quei fratelli, sorelle e il loro dolore

Mi accorgo di aver fatto un tuffo nel passato e nei ricordi, cosí vivi e presenti in me. Scusa se ti ho preso tempo.

É per dirti e dirvi la mia riconoscenza, il mio affetto, l´interesse con cui seguo anche il vostro impegno di fedeltá sempre rinnovata agli appelli del Signore, quando si fa necessario cambiare la forma, la maniera, le opere, perché lo Spirito possa vivere e manifestarsi in pienezza e novitá. Mi sembra di cogliere questo da ció che scrivete e che ricevo sempre con allegria, perché mi aiuta a mantenere i legami con le radici comuni che ho con voi e che continuano ad alimentare il mio oggi.

Per cui, se vuoi inviarmi qualcos´altro, che aiuta ad accompagnare il vostro cammino, lo ricevo volentieri.

La mia riconoscenza diventa preghiera, perché il Signore vi doni ogni giorno e ad ogni tappa, la luce per vedere ció che vi chiede e la generositá per compierlo.... con cuore e mani di madre! Mi piace molto questa frase e vi auguro di poterla vivere in profonditá e veritá!

Come vedi, mi son sentita accolta dalla tua disponibilitá e ne ho .... approfittato. Grazie per ascoltarmi!

Un caro abbraccio

Anna Maria Rizzante

cptap@uol.com.br

 


 
     
image

Copyright © Congregazione delle Suore Domenicane di S. Caterina da Siena