Origini in Francia
La nostra Famiglia religiosa
sorse ad opera di un umile
ma audace giovane donna,
Françoise Catherine Fabre,
nata nel 1811 in un
villaggio della Provenza,
nella Francia meridionale.
Formatasi spiritualmente
nella fraternita del
Terz'Ordine domenicano
secolare emise la
professione come terziaria
nel maggio del 1831,
prendendo il nome di Sr.
Marguerite Gérine. Le
terziarie erano laiche che,
pur osservando una regola
comune legata alla
spiritualità domenicana,
vivevano per conto proprio e
si dedicavano alle opere di
bene secondo le necessità
che si presentavano. Sr.
Gerine Fabre si prese cura
dei malati assistendoli a
domicilio, sovvenendo col
proprio lavoro all’
indigenza di quelli più
poveri e bisognosi, che
assisteva gratuitamente. Per
circa 10 anni Sr. Gérine
visse così, ma portando in
cuore l’ardente desiderio di
dedicarsi ai fratelli con
una consacrazione totale a
Dio attraverso la pratica
dei Consigli evangelici
vissuti in una comunità
religiosa.
Guidata dalla Provvidenza,
aprì nel
1842 a Toulouse la
prima comunità di terziarie
regolari, accogliendo le
giovani che desideravano
condividere, sulla scia di
S.
Domenico,
la grazia della compassione
nell’ essere volto materno
della misericordia di Dio
per ogni creatura e vivendo
questo ideale sull’esempio e
con la guida di
S.
Caterina da Siena.
Dopo aver costituito alcune
comunità nel Sud-Ovest della
Francia,
Madre
Gérine Fabre,
stabilì nel 1852 una
comunità ad Albi, nel
luogo dove sorgeva l’antico
convento dei Frati
Predicatori. Qui fu eretta
canonicamente la
Congregazione sotto il nome
di Soeurs du Tiers-Ordre
de Saint Dominique,
più tardi chiamate
Dominicaines de Sainte
Catherine de Sienne de Albi.
Con
zelo ed audacia Madre Gérine
accolse le numerose domande
di presenza delle sue figlie,
in vista del bene che si
poteva operare per tante
persone, ed ampliò il suo
raggio d’azione a beneficio
dell’educazione umana e
cristiana dei bambini meno
fortunati.
Espansione in Italia
Nel 1862 inviò
tre delle sue figlie in
Italia, a Civitanova Marche
(MC), assecondando una
richiesta giuntale da parte
dell’Imperatore Napoleone
III, e in pochi anni sorsero
altre comunità nelle città
di: Ascoli Piceno, Bologna,
Genova, Firenze, Torino…
Ovunque le sorelle
svolgevano assistenza ai
malati e si curavano
dell’educazione dei bambini.
Nel 1879
circostanze storiche
particolari portarono Madre
Gérine a dimettersi da
Priora generale e, in
conseguenza di ciò, nel 1882
la Provincia d’Italia si
costituì in Congregazione
autonoma sotto il nome di
Suore dell’Istituto del
Terz’Ordine di S. Domenico,
detto di S. Caterina da
Siena,
semplificato attualmente in
Suore Domenicane di S.
Caterina da Siena.
Si ebbero così due
Congregazioni sorelle che
seguirono ognuna un proprio
sviluppo, senza però
interrompere totalmente quei
rapporti di vita e di
fraternità derivanti
dall’unica origine e
dall’unica Madre fondatrice.
Quando Madre Gèrine
morì a Carcassone, il 31
dicembre 1887, la
Congregazione d’Italia era
stabilmente organizzata ed
aveva fissato la sua Casa
Madre a Roma.
Il cammino della
Congregazione d’ Italia
Ottenuta l’approvazione
definitiva dalla S. Sede nel
1906, la nuova Famiglia
religiosa, guidata da sagge
e sapienti Madri generali,
consolidò la sua identità
domenicana nella fedeltà al
carisma specifico della
missione di misericordia
iniziata dalla fondatrice:
predicare la Parola con la
propria vita, con l’annuncio
diretto nella catechesi e
con l’attenzione particolare
ai fratelli bisognosi di
educazione formativa e di
cure sanitarie.
Lo sviluppo notevole portò
all’apertura di molte case
in Italia, ma non
solo. Sollecita all’invito
della Chiesa per
l’evangelizzazione dei
popoli, nel 1934 la
Congregazione si unì ai
Padri Domenicani della
Provincia Romana nella
“missione ad gentes” in
mezzo alla popolazione
dell’odierno Pakistan,
all’epoca ancora parte
dell’India. Dalla città di
Lyallpur, oggi Faisalabad,
le suore raggiunsero col
tempo altre città, come
Lahore, Karachi e Quetta, e
numerosi villaggi. Oggi
molte giovani suore
pakistane testimoniano la
fruttuosità di quel seme
gettato senza paura in una
terra dove i cristiani
cattolici sono una minoranza.
Anche il Nuovo Mondo, però,
esercitava il suo richiamo:
alla fine del 1950 alcune
suore iniziarono la loro
presenza in Argentina,
a Mar del Plata: in seguito
sorsero comunità a La
Consulta, Maipù, Santiago
del Estero e Buenos Aires,
che permangono tuttora, e
che hanno dato vita nel 1995
ad una comunità anche in
Brasile, nel Mato Grosso.
Est e Ovest del mondo non
bastavano al cuore
missionario della
Congregazione: era forte il
desiderio di arrivare anche
nel grande continente
africano. Negli ultimi
quindici anni del 1900
furono aperte case in
Nigeria e in Uganda,
e già si vede fiorire e
fruttificare il carisma di
Madre Gérine, inserito nei
valori culturali propri di
queste nuove terre. Intanto
un piccolo germoglio nasceva
anche a Pirano, in
Slovenia, nel 1998.
Madre Gérine ha realizzato
pienamente il monito di Papa
Pio IX che nel lontano 1863
le disse: «Andate, figlia
mia, e adoperatevi ad
estendere il vostro Istituto
quanto più potrete»
Suore Domenicane di S.
Caterina da Siena, oggi.
All’alba del
III millennio
il cammino continua nel
solco tracciato dalla
fondatrice ed intanto alcuni
laici,
attratti e chiamati dalla
spiritualità e dalla
missione affidata alla
nostra Famiglia religiosa,
si uniscono come
associati nel
vivere il carisma di Madre
Gérine: questa nuova
modalità di incarnazione del
carisma rende la
Congregazione attenta ad
accogliere e ad accompagnare
questi germi di vita nuova
che il Signore le dona.
Inoltre, la Congregazione
sente il bisogno di
ringiovanire la sua
struttura, di creare un
assetto organizzativo
interno più agile che le
consenta di rispondere ai
bisogni locali con maggiore
flessibilità ed autonomia:
col XXV Capitolo Generale
hanno origine: la
Provincia “St. Joseph”
del Pakistan, la
Provincia “Beata Vergine del
Rosario” d’Italia; la
Vice-Provincia “San Juan
Macìas” di Argentina/Brasile;
le case di Nigeria, Uganda e
Slovenia restano per ora
sotto la diretta
responsabilità del Governo
generale.
Ma il fermento innovativo
non opera solo all’interno:
genera una nuova realtà
tuttora aperta a successivi
sviluppi creativi. Col
novembre 2004, infatti, la
Congregazione ha inviato due
sorelle a Kabul, in
Afghanistan, in una comunità
intercongregazionale, voluta
da più Istituti religiosi
d’Italia, maschili e
femminili, per essere
presenza cristiana in un
paese di religione islamica
e testimonianza dell’amore
di Dio per quel popolo tanto
provato dalla guerra. E’ una
iniziale risposta
all’accorato appello del
Papa Giovanni Paolo II
lanciato nel Natale 2001:
“Salviamo i bambini di
Kabul!”. Intanto il
legame fraterno con la
Congregazione sorella di
Francia si è rinvigorito e
rinsaldato, fino a
intraprendere un cammino di
riunificazione anche
giuridica per il comune
desiderio di ricostituire
l’unica Famiglia fondata da
Madre Gérine, affinché sia
resa maggior gloria a Dio e
l’unico carisma fondazionale
risplenda di nuova luce per
un miglior servizio ai
fratelli. |