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Albi...per recuperare
le radici dell'unità

Pronunciare questo nome è per noi colmare
il cuore di gioia, di speranza, di gratitudine.
Certo, Albi è un preciso luogo geografico:
capoluogo del dipartimento del Tarn, importante centro
economico e culturale del Sud della Francia, città
vivace, meta di turisti… Ma per noi è e rimane la città
di Madre Gérine, non la città dove nacque e morì, anche
se ora vi è sepolta, ma la “sua” città, quella
che lei amò più di tutte quelle, e furono numerose, in
cui passò e si fermò, lasciando poi le sue petites
a continuare l’opera. La città in cui diede vita alla
Congregazione, felice di poter far rinascere su quel
suolo la vita religiosa domenicana che la rivoluzione
francese aveva soppresso.

E’ provare la nostalgia della sorgente,
la voglia di ritrovare le nostre radici, come succede a
chi ha vissuto troppo tempo lontano dalla sua Patria, è
il bisogno di riappropriarci della nostra identità
originale.
E’ il luogo in cui la meta e le origini
si fondono in un unico desiderio.
Ad esso volgiamo il cuore e lo sguardo
per attingere il dono che scaturisce dalla forza e dalla
vitalità sempre nuove del carisma di misericordia
ricevuto.
Albi, Albi !:
il soffio di voce con cui Madre Gérine
morente ha indicato tutta la passione intima della sua
anima, risuona per noi come un grido incalzante,
impregnato di risurrezione, di vita nuova, di
riconciliazione, di unità, di fecondità, di passione per
l’onore di Dio e la salvezza dei fratelli. |




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