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Via degli Artisti,
17 00187 ROMA
Priora Generale
L.C.
Laici -1/2006
“Il Verbo si è fatto carne
e noi abbiamo visto la sua gloria”
(Gv. 1,14)
Cari
laici e laiche associati,
è la prima lettera circolare che scrivo direttamente
a voi.
Sono molto felice di raggiungervi in questo Natale
2006, ad un anno circa dalla celebrazione del
Capitolo Generale speciale che ha visto riunirsi in
un’unica Congregazione le Figlie di Madre Gérine.
La vostra presenza nella nostra Famiglia Religiosa è
una realtà viva che ormai nessuno può negare,
nascondere o far finta di non vedere.
E siete un dono!
Un dono suscitato dallo Spirito che esplicita, nel
nostro oggi, una modalità nuova e diversa con cui
può essere vissuto il carisma domenicano di madre
Gérine: la modalità della laicità.
Eravamo abituate a vedere spuntare nel giardino di
madre Gérine una qualità soltanto di fiori: le suore;
una sola forma di vita, quella religiosa; un solo
modo di vivere la fraternità nella vita comune e
nella missione. Oggi i nostri occhi sono spalancati
per la meraviglia ed il nostro cuore è colmo di
stupore perché nello stesso giardino e dallo stesso
terreno vediamo spuntare una varietà di fiori
diversi.
Non abbiamo zappato o innaffiato il terreno e
nemmeno seminato o piantato altre piante; questi
fiori sono nati grazie alla fecondità di quel
terreno buono, reso tale dal Dono di Dio e dalla
risposta generosa che Madre Gérine diede soprattutto
nel momento della sua suprema consegna alla
misericordia, così palpabile nel suo ultimo soffio
di voce materna: ALBI !, ALBI!
“Il verbo si è fatto carne e noi abbiamo visto la
sua gloria”.
In Madre Gérine la Parola si è fatta carne di
misericordia nella sua carne, donata senza riserve
perché impregnata della stessa passione con cui il
Verbo di Dio ha preso su di sé l’umana debolezza.
Noi oggi vediamo la sua gloria!
Vediamo voi perché anche voi, come noi, siete il
frutto della fecondità straordinaria di una creatura
che ha detto il suo sì senza riserve ed è divenuta
strumento di misericordia nel tempo che scorre.
All’inizio non capivamo cosa stesse accadendo nella
nostra Famiglia, ma, seguendo le indicazioni della
Chiesa, ci siamo messe in ascolto e ci siamo prese
cura delle nuove pianticelle che una dopo l’altra
sono spuntate. Abbiamo cercato di capire, di
discernere, di accompagnare e di condividere il
nostro Patrimonio di Famiglia: carisma,
spiritualità, missione.
Poco a poco e
man mano che scoprivamo insieme che il dono assumeva
nelle vostre vite i lineamenti di Madre Gérine,
abbiamo compreso che il nostro carisma non era solo
per le suore, ma era anche vostro e per tutti quelli
a cui il Signore vorrà donarlo nei modi e nei tempi
che a Lui piacerà.
Abbiamo
scoperto insomma di avere in comune l’unica
vocazione per la medesima missione: il “totaliter
deputati” all’annuncio della Verità con mani e cuore
di madre, nella vita religiosa come nella laicità.
Alla luce del dono della riunificazione, oggi
comprendiamo quanto ricco di vitalità sia stato il
carisma di madre Gérine fin dalle sue origini, e
come la lunga e profonda ferita della divisione ne
abbia rallentato l’espressività.
Oggi contempliamo un giardino che rifiorisce ed
esplode di colori diversi e vivaci.
Voi, carissimi laici, siete uno dei primi frutti
dell’unità ritrovata e a voi è affidata la missione
di divenire presenza di misericordia negli ambiti
più difficili della nostra società e soprattutto là
dove le tenebre avvolgono l’intelligenza dell’uomo e
impediscono di conoscere la verità.
Il Verbo si è fatto carne e noi abbiamo visto la
sua gloria!
Mentre vi scrivo,
con il pensiero e ancor più con il cuore vi
raggiungo in Perù, in Argentina, in Pakistan, in
Italia e in Francia per dirvi che siete parte viva
di una grande Famiglia che vi ama e che insieme a
voi vuole dire di sì agli appelli del mondo, della
storia del nostro tempo e della Parola di Verità per
attuare il desiderio del Padre di fare di tutta
l’umanità una famiglia di figli e perciò di
fratelli (cfr. Atti del Capitolo Generale speciale,
2005/ 2006).
Più volte, durante le sedute di Consiglio
generalizio abbiamo parlato di voi perché sentiamo
forte la necessità di rendere sempre più concreto il
cammino di Famiglia insieme; di riflettere insieme,
di formarci insieme e soprattutto di metterci al
servizio del Regno di Dio insieme.
Poiché la nostra Famiglia è bella, ma anche
grande e sparsa nel mondo, abbiamo compreso che è
necessario coordinarci.
Vi comunico pertanto che le due Assistenti generali:
Sr. M. Juana Segura e Sr. Suzanne Caizergues
sono state da me nominate responsabili e
coordinatrici dei Laici Associati a livello generale/internazionale.
Sr. Suzanne sarà il riferimento per i laici di
America Latina; Sr. M. Juana per i laici di Europa.
Le due sorelle, per questo servizio, riceveranno le
indicazioni e gli orientamenti direttamente dalla
Priora generale con il suo Consiglio e a lei daranno
tutti i reports necessari.
Nello stesso tempo avranno delle collaboratrici in
ogni Paese o luogo dove voi siete.
Al momento sono state istituite due equipe di zona:
America Latina, i cui membri sono: Sr.
Geneviève de Saint-André (Perù) con Hugo e Suzana
Barzola, Nelida Moreno, Estela Lescano (Argentina),
Diana Barsanti (Perù)
Italia, i cui membri per ora sono: Sr. M.
Grazia Maestroni e Sr. M. Laura Ferreri.
Il compito di queste equipe è quello di
accompagnarvi da vicino nel cammino con la Famiglia
là dove vivete la vostra quotidianità, di sostenervi
nella formazione, di essere ponti o canali di
comunicazione con gli altri membri e le altre realtà
della Congregazione, in particolare con il Governo
generale e il Governo provinciale o le Delegate di
Delegazione.
Molto presto le persone incaricate prenderanno i
contatti con ciascuno di voi..
Agli inizi di dicembre 2006 infatti Sr. Suzanne e
Sr. M. Juana si sono incontrate con Sr. M. Laura
Ferreri e Sr. M. Grazia Maestroni a Peccioli per
concordare un primo approccio con voi. Loro stesse
vi interpelleranno.
Nel mese di Gennaio 2007, Sr. Suzanne si recherà in
America Latina per incontrare i laici del Perù e
dell’Argentina.
Riconoscenti a Dio Padre per il dono
dell’Incarnazione del Figlio suo, la Parola fatta
carne, abbiamo anche noi tanti motivi per essere
felici e per cantare con Maria il nostro Magnificat
perché grandi cose ha fatto il Signore,
l’Onnipotente; Egli ha guardato all’umiltà della sua
serva e tutte le generazioni la chiameranno beata.
Santo è il Suo nome.
In questa gioiosa esperienza della misericordia
divina, vi saluto e vi auguro un Natale santo,
abitato dal desiderio di divenire sempre di più un
riflesso vivente, seppur piccolo, di quella
misericordia che ci incanta nel presepio.
Buon Natale di cuore a tutti ed un abbraccio
affettuoso uno ad uno.
(Sr. M. Viviana Ballarin
o.p.)
Priora generale
Roma, 25 dicembre 2006, Natale del Signore
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