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Il nostro ricordo di P. Dalmazio Mongillo

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Una Parola di Dio per noi
 
 

di Madre M. Viviana Ballarin

 

Priora generale

 

 

Ricevetti la notizia della morte di P. Dalmazio Mongillo in Uganda, a Namugongo, nella nostra comunità di formazione dove mi trovavo per la visita canonica.

Fu un fulmine a ciel sereno, ma forse anche la conferma di un presentimento fugace che avevo avuto prima di partire.

Il 16 giugno sentii per l’ultima volta P. Dalmazio. Mi cercava da due giorni e gli telefonai. Mi rispose esprimendomi, come solo lui sapeva fare, la sua gioia e il suo incoraggiamento per il “Decreto di Unione” emanato dalla Sacra Congregazione due giorni prima, il 14 giugno 2005. Si trovava a Torino ed era passato dalle nostre suore per chiedere un consulto medico a causa di disturbi circolatori che gli stavano provocando delle brutte flebiti. Lo sentii stanco ed anche preoccupato per la sua salute, ma come al solito, affidato a Dio e totalmente proteso a rispondere alle richieste della predicazione.

Terminai la conversazione con un saluto che non sapevo sarebbe stato un preannuncio. Gli dissi infatti che partivo preoccupata per la sua salute, che doveva senz’altro avere cura di sé, che doveva farsi curare senza esitare, perché le flebiti sono insidiose e avrebbero potuto causargli qualche embolo e a volte gli emboli sono fatali. Gli feci la promessa che al mio ritorno ci saremmo accordati perché lui potesse venire a riposarsi a Montemario.

Come sempre prima di ogni mia partenza per un viaggio missionario, lui mi salutò raccomandandomi di portare pace e gioia alle sorelle e di essere per loro quello che fu Maria per la cugina Elisabetta quando andò a visitarla.

Dal giorno in cui ricevetti la notizia della sua morte fino ad oggi, c’è un vuoto in me e nella nostra Famiglia religiosa.

Il nostro pellegrinaggio terreno continua nella fede e nella speranza, ma avvertiamo di avere un punto di riferimento in meno. Sì, perché P. Dalmazio è sempre stato per la nostra Congregazione e per ogni sorella che si avvicinava a lui, un indicatore sicuro di cammino. Non si sostituiva a nessuno e neppure diceva cosa dovevamo decidere o fare, ma con la sua parola e la sua riflessione, molto spesso pensata ed elaborata ad alta voce, ci provocava, ci indicava criteri, ci apriva orizzonti di pensiero, risvegliava in noi l’attenzione e la sollecitudine, l’audacia e il desiderio; molto spesso ci apriva gli occhi e la mente alla comprensione delle sfide di oggi e alla lettura dei segni
dei tempi.

Fr Dalmazio Mongillo opUn’immagine? Egli era un compagno di viaggio, discretamente presente al nostro fianco anche quando, per ragioni apostoliche, si trovava molto lontano. Sia quando colloquiava con noi, sia quando rimaneva in silenzio, noi sapevamo che c’era e che potevamo interpellarlo in ogni momento.

Molto spesso era l’amico che si divertiva a gettare il sasso nell’acqua quieta del laghetto addormentato della nostra vita, e ci partecipava i suoi pensieri con la semplicità di chi condivide eliminando ogni distanza. E i suoi pensieri uscivano da lui proprio a modo di quei cerchi concentrici che il sasso forma quando viene gettato nell’acqua, che si espandono sempre di più e portano al largo, togliendo la mente da un pensare piccolo e angusto.

Questo compagno di cammino ci ha sempre indicato e sospinto verso ampi orizzonti: quelli di una vita domenicana autentica, visibile e incisiva, in cui essere come donne di fuoco sulle orme di Santa Caterina da Siena: donne che non lottano per la loro conservazione, ma che si consegnano all’amore e si perdono nella Chiesa offrendo tutta la loro vita affinché dal volto della Chiesa scompaia ogni ruga che lo rende invecchiato e smorto; donne di studio, maestre di vita, coraggiose nel mettersi al servizio della Parola, audaci nel trovare nuove forme di predicazione a costo anche di pagare di persona; donne che, vivendo in comunione, fanno la comunità bella così che il suo profumo, espandendosi, crei fascino.

È vero, ci sentiamo orfane, ma non tristi e appesantite perché P. Dalmazio ci ha solo preceduto. E noi ci ritroviamo con il cuore abitato da tanti piccoli semi da lui gettati lungo il percorso fatto in sua compagnia.

Abbiamo anche la certezza che ora in lui abita la pienezza della potenza creatrice del Padre.

Ora lui può continuare in noi la sua opera di amico buono e aiutarci a riconoscere e a dare un nome ai semi che ci ha consegnato, può aiutarci a coltivarli e a farli crescere perché si facciano fiori e portino frutti abbondanti, perché diventino la realizzazione di quei suoi desideri di autenticità evangelica che durante tutta la vita sono stati il suo anelito e il suo martirio.

Forse dobbiamo anche chiedergli di intercedere presso il Padre per noi, perché non ci dimentichiamo troppo presto dell’esperienza fatta con lui, meraviglioso compagno di cammino, inviato come una Parola di Dio, una chiamata speciale per noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                       


 

 

Fr Dalmazio Mongillo op

 

 

 

 

 

 

Fr Damazio Mongillo op

 

 

Una Parola di Dio per noi

 

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