2 Dicembre
2006
INTERVENTO di Madre Viviana Ballarin,
op
E’ una
bella tradizione, per la Congregazione, i medici e gli operatori sanitari
incontrarci ogni anno nel mese di dicembre, in prossimità delle feste
natalizie.
Normalmente ci scambiamo gli auguri.
Quest’anno il nostro incontro ha un significato speciale perché con esso
diamo inizio ad una serie di appuntamenti con i quali, nell’anno
2006/2007, intendiamo celebrare i 100 anni del nostro servizio
infermieristico-sanitario in Torino.
Siamo
dunque stati convocati qui da un evento, nel quale però non ci sono
campioni da acclamare o da premiare perché non c’è tra noi chi ha dato e
chi ha ricevuto, chi ha fatto e chi non ha fatto.
Vogliamo piuttosto vivere insieme un evento nel quale leggere e trovare
quelle scintille di umanità che, divenute patrimonio nelle nostre
mani, possono attraverso le nostre stesse mani divenire un fuoco che
scaldi una società, la nostra società, che pare stia morendo di freddo.
Da un
po’ di tempo, quando penso al nostro centenario, mi ritorna alla mente
l’immagine della pietra miliare. Essa è una piccola colonna, posta sul
ciglio della strada per indicare il numero del miglio sulle vie consolari
e la distanza da un punto di partenza convenzionale.
Noi
oggi stiamo ponendo proprio una pietra miliare che starà lì per misurare
un cammino e soprattutto per raccontare una storia e rilanciare
continuamente una sfida.
La storia:
è la
storia della nostra Casa di cura lunga, intensa e ricca.
Avremo
modo di ripercorrerla nel corso degli eventi celebrativi.
Una
storia iniziata con niente , solo con tanta fiducia nella
Provvidenza, la protagonista principale che ha intrecciato, nello scorrere
degli anni e delle vicissitudini, un tessuto pregiato tenuto insieme da un
filo d’oro, a volte nascosto e a volte visibile all’occhio umano , ma
comunque resistente al logorio del tempo, un filo d’oro che si è servito a
volte di creature molto semplici, forse inadeguate , ma generose; un filo
d’oro che nel suo disegnarsi ha lasciato negli anni una traccia indelebile,
quella della passione per l’uomo e per la sua dignità.
Una
storia, una
traccia che si trasforma per noi in una
sfida.
La sfida che avvertiamo per oggi e per domani è infatti quella di
avere il coraggio di non stancarci di cercare, con la stessa
passione di chi ci ha preceduto, cammini di verità e di libertà e di
percorrerli, nonostante attorno a noi ci sia il deserto di punti di
riferimento o di modelli che in qualche modo siano orientatori di percorso.
La
sfida si configura, e noi lo avvertiamo così, nell’invito pressante di
fedeltà alla storia passata, ma anche ad una creatività nuova che è
fedeltà alla nostra Mission, fedeltà all’uomo, alle esigenze del nostro
tempo e della nostra storia.
Intendiamo quindi continuare la nostra avventura investendo tutte le
nostre energie migliori per camminare al passo con la società mondiale
sempre più globalizzata e tecnicizzata, ma sempre e nonostante tutto, nel
rispetto dell’alterità e dell’unicità della persona umana e vogliamo
essere, pur con le caratteristiche necessarie ad una azienda, sempre e
comunque una “comunità sanante” dove il centro sia la persona
nella sua totalità umana e spirituale..
Abbiamo la consapevolezza che gli orizzonti verso cui guardiamo sono molto
ampi,
abbiamo la consapevolezza di percorrere un cammino lungo, a volte contorto
e avverso, ma stiamo sperimentando che proprio quando la strada è più
faticosa si fa anche più ricca e qualche volta ci riserva sorprese
positive e ci apre prospettive nuove che fanno crescere in umanità prima
di tutto noi stessi.
Possiamo perciò affermare con convinzione e con gusto, che vale la
pena faticare e anche lottare per umanizzare la vita.
Grazie.
Celebrazione del Centenario