Il
28 gennaio 2007, festa di S. Tommaso d’Aquino, Sr. M. Consuelo Serafin,
Sr. M. Mariline …., Sr. M. Sonia Mele, Sr. M. Lillian Obialo, vengono
accolte ufficialmente a Bari dalla comunità dei PP.Domenicani e dalla
comunità cristiana che frequenta la basilica di S. Nicola.
Inizia così
la presenza di una nuova comunità della Congregazione in Bari.
Ciò che ha
sollecitato la Congregazione all’apertura di questa nuova comunità, in un
momento di povertà di forze è stata la sfida dell’unità. Riconoscenti a
Dio per l’immenso dono della riunificazione sperimentata dalla nostra
Famiglia Religiosa, vogliamo gridare a tutti e in diversi modi che l’unità
e la fraternità universale sono possibili.
La nostra
mission ci chiederà di collaborare soprattutto con i Padri Domenicani
nella missione che loro svolgono in campo ecumenico e nel dialogo
soprattutto con i fratelli ortodossi della Chiesa di Gracia e di Russia.
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Bari, Basilica San Nicola
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Bari, Basilica San Nicola, veduta interna
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Bari, Accoglienza delle suore
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Bari, la comunità (28 gennaio 2007)
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Bari, la comunità
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Bari, il porto
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Bari, una strada
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Bari, san Nicola
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Dalla Mission della comunità
Per
realizzare l’unità riteniamo indispensabile vivere la spiritualità del
dialogo. Siamo convinte che ciò significa radicarci nella comunione
d’amore che c’è tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La Trinità è
comunione comunità di vita. La salvezza è frutto di questa comunione
divina vissuta in dialogo d’amore.
Spiritualità di dialogo è pertanto aprire il nostro cuore per sentire e
ascoltare la voce di Dio Padre che dice: “Questi è il mio Figlio
prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt. 3,17). Con questa
parola il Padre ci chiede di essere in dialogo con il suo Figlio.
Spiritualità di dialogo è mettersi alla scuola di Gesù per apprendere a:
- vedere nell’altro il “mio” prossimo,
- guardarlo con lo sguardo di Gesù,
- accoglierlo e accettarlo nella sua differenza,
- ascoltarlo con rispetto.
Spiritualità di dialogo è lasciare che lo Spirito Santo parli ed agisca in
noi.
Il dialogo
dovrà essere la nostra caratteristica, l’elemento coesivo della nostra
vita comunitaria e della nostra attività apostolica. Esso sarà schietto,
empatico ed elemento specifico della nostra fraternità e della nostra
ricerca della volontà di Dio; ci permetterà di vivere l’accoglienza,
l’ascolto e il rispetto dei pellegrini; caratterizzerà il nostro impegno
nella collaborazione con i nostri fratelli domenicani, i nostri fratelli
della Chiesa Ortodossa e della popolazione di Bari.
Per tutto
questo possiamo enunciare la Mission che la Congregazione ha affidato alla
nostra comunità nel seguente modo:
ESSERE CASA
DI PREDICAZIONE, SEGNO DI DIALOGO TRA DIO E L’UMANITA’ CHE, IMPREGANTA DI
SPIRITUALITA’ ECUMENICA E DISPONIBLE ALL’ACCOGLIENZA TESTIMONIA CON GIOIA
L’UNITA’, SIA CON LA VITA CHE CON LA PAROLA .
La comunità
è casa di predicazione che:
- vive nel rispetto reciproco,
- coltiva la stima per l’altro/a,
- pensa in positivo,
- ricerca insieme la verità,
- vive la disponibilità,
- vive relazioni fraterne basate sulla Parola di Dio e
sull’Eucaristia,
- opera in costruttiva collaborazione con i Padri
Domenicani.
La comunità
è un segno di dialogo tra Dio e l’umanità che:
- vive l’incarnazione,
- accetta il silenzio di Dio,
- vive la preghiera di Gesù: “Padre che siano uno”
(Gv.17,21).
- sperimenta e condivide la misericordia e la compassione.
La comunità
è casa di predicazione che vive la spiritualità ecumenica a livello
universale:
- non condanna,
- vive la comunione,
- non si ferma la mattone che calpesta,
- approfondisce la storia ed il mistero della Chiesa,
- annuncia che Gesù è il Signore.
La comunità
è casa di predicazione che vive l’accoglienza:
- con l’attitudine al servizio,
- nella prossimità (si fa prossimo),
- come “compagna di strada”,
- attenta alla realtà.
La comunità
è casa di predicazione che testimonia l’unità nella diversità:
- nell’esercizio a vivere l’unione tra contemplazione e
azione,
- nell’ esperienza quotidiana che dove piccoli o grandi
gesti confermano che l’esperienza vissuta a
livello di Congregazione si costruisce poco a poco,
- nella gioia di lottare perché l’unità non diventi
uniformità,
- nell’esperienza della pasqua
- nell’accogliere e donare il perdono senza stancarsi mai.